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In Sicilia con Gesualdo Bufalino

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«Allora Nadia, lasciaci con un suggerimento di lettura». «Avete letto altri romanzi di scrittori siciliani?» «Solo Todo modo di Sciascia». «Nulla di Gesualdo Bufalino ?» E così, nell’incontro di gennaio, Nadia Terranova scelse quello che sarebbe diventato il libro del mese di marzo degli equiLibristi. Lei aveva menzionato Argo il cieco ma, visto l’elevato numero di copie disponibili di Diceria dell’untore , abbiamo optato per l’esordio tardivo. «Tardivo il mio esordio? Precoce, piuttosto. Sarebbe bastata un po’ di pazienza e avrei esordito beatamente da postumo». In un periodo in cui si sgomita per definirsi scrittori dopo aver pubblicato mezzo romanzetto (acquistato a malapena da babbo, mamma e dalla zia anziana, troppo affezionata al nipote prediletto per deluderlo), sussultiamo di fronte alla risposta ironica che il sessantunenne Gesualdo Bufalino riservò a un giornalista all’indomani della vittoria del Campiello. Era il 1981 e Bufalino veniva strappato dalla tana di...

Beppe Fenoglio e la Resistenza

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Nostro padre si decise per il gorgo, e in tutta la nostra grossa famiglia soltanto io lo capii, che avevo nove anni ed ero l’ultimo. (Beppe Fenoglio, Il gorgo , da Altri racconti, Einaudi Pleiade, Opere, 1993). Un racconto di poche battute, ambientato nelle Langhe e pubblicato per la prima volta nel 1954 sulla rivista letteraria Il caffè . Il legame tra un padre e un figlio racchiuso in due paginette: tanto bastò al bibliotecario per innamorarsi di Beppe Fenoglio . E non ci fu storia: il gruppo di lettura si sarebbe dovuto confrontare sulla Resistenza tra le righe, per dirla con le parole di Paolo Mieli, descritta in Una questione privata . Prima della rilettura del libro e dell’incontro con il gruppo, pensavo ci fosse un solo punto di vista: la vicenda del giovane partigiano Milton che, colpito da un mix di gelosia e nostalgia per una storia d’amore mancata, dà di matto, iniziando un’insensata caccia al prigioniero nemico per scoprire una verità privatissima.  Le...

L’abilità dell’egregio signore gioca uno scherzetto agli equiLibristi

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- Premio Strega nel 2001. - Considerato tra i migliori scrittori italiani viventi. - Marito di Elena Ferrante? Forse, addirittura, lui stesso Elena Ferrante. Ma la vera domanda è: quanto impiegheranno gli equiLibristi a disintegrare il prof. Domenico Starnone ? Escludendo Lina, che già un paio di anni fa propose la lettura di Via Gemito , Denti e Scherzetto, e che con l’ egregio signore andrebbe a cena questa sera stessa solo per ascoltarlo e per chiedere sfacciatamente di ripetere a voce alta alcune espressioni napoletane che tanto l’hanno fatta ridere, gli altri equiLibristi cosa pensano dei romanzi di Starnone? Rita Bertelli, dopo essersi sciroppata Denti , Lacci e aver iniziato Scherzetto , è arrivata in biblioteca in cerca di qualcuno che la illuminasse nel capire cosa ci sia di tanto interessante nella scrittura di Starnone. E ha trovato una pronta risposta in Candida: niente. Posizione dalla quale non si è spostata di un millimetro neppure al termine dell’inc...

Marcello Fois, Stirpe

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Esiste il libro ideale da proporre ai partecipanti di un gruppo di lettura? Pensando agli ultimi incontri, mi viene in mente la bella discussione successiva alla lettura di Padri e figli di Turgenev (netta divisione tra la curva nord, entusiasta del romanzo, e la curva de “i russi non ci fanno impazzire”) o la spassosa discussione post- Dracula tra gli aspiranti vampiri e i lettori cerebrali ( " Mai letto un romanzo gotico in passato ed ora so il perché…"). Se il gruppo accarezza il libro del mese sospirando, inevitabilmente la discussione sarà fiacca (troppi riscontri positivi); in compenso, l’ego di chi ha proposto il titolo crescerà a dismisura. Non a caso, il mese scorso sono uscita dalla biblioteca saltellando. Lo confesso: avevo proposto la lettura di Stirpe di Marcello Fois perché era da tanto che giravo intorno alla saga dei Chironi ; volevo che qualcuno mi raccontasse una storia ed ho pensato di potermi fidare di uno scrittore che alle storie ha dedic...

Todo modo, Leonardo Sciascia

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Arrivo in biblioteca sempre più tardi di quanto vorrei, saluto velocemente i bibliotecari, quattro chiacchiere con gli equiLibristi attendendo che il gruppo si raduni: l’influenza che ha decimato la partecipazione all’incontro, lo scambio di doni natalizio, le ultime letture, qualche comunicazione di servizio. Nel momento in cui mostro il libro del mese, cala il silenzio. E da quel silenzio attento, concentrato, carico di tensione capisco che devo sedermi e prendere nota di tutte le considerazioni che il gruppo farà. Il libro ha colpito e quell’oretta in biblioteca arricchirà una lettura già intensa. Lo confesso: il despota che è in me aveva deciso arbitrariamente di leggere Todo modo di Sciascia . Puro desiderio di prendere tra le mani il libro di un autore italiano, contemporaneo, di cui si citano tante frasi ma forse s’è letto poco. Tra i vari titoli possibili, ho scelto Todo modo per futili ragioni: c’è una bella libreria indipendente a Firenze , divenuta luogo d’incontro con ...