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Tutti i nostri Dracula

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Quante cose riveliamo di noi mentre pensiamo di raccontare solo la nostra esperienza di lettura? Siamo lì, seduti in circolo (e già dovremmo avere il sospetto che non è un gruppo di lettura, ma una terapia di gruppo) ed esponiamo l’opinione sul libro appena letto senza badare ai tasselli della nostra personalità, agli sprazzi di vita che, incontro dopo incontro, libro dopo libro, possono essere assemblati come un puzzle, facendo emergere i tanti volti della lettura. Nella bella prefazione di Luigi Lunari , traduttore di Dracula per l’edizione Feltrinelli, leggo: “Un fatto indiscutibile è il suo successo [di Dracula, ndr] , la sua diffusione in innumeri lingue, il fascino che ha esercitato ed esercita […] l’enorme massa di studi che lo hanno preso in esame sotto il profilo dei suoi rapporti con la scienza , con la magia , l’arte gotica , con il romanticismo, con la forma del romanzo epistolare , con la condizione femminile , e perfino - ma con una prudenza che si fa quasi sospe...

Todo modo, Leonardo Sciascia

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Arrivo in biblioteca sempre più tardi di quanto vorrei, saluto velocemente i bibliotecari, quattro chiacchiere con gli equiLibristi attendendo che il gruppo si raduni: l’influenza che ha decimato la partecipazione all’incontro, lo scambio di doni natalizio, le ultime letture, qualche comunicazione di servizio. Nel momento in cui mostro il libro del mese, cala il silenzio. E da quel silenzio attento, concentrato, carico di tensione capisco che devo sedermi e prendere nota di tutte le considerazioni che il gruppo farà. Il libro ha colpito e quell’oretta in biblioteca arricchirà una lettura già intensa. Lo confesso: il despota che è in me aveva deciso arbitrariamente di leggere Todo modo di Sciascia . Puro desiderio di prendere tra le mani il libro di un autore italiano, contemporaneo, di cui si citano tante frasi ma forse s’è letto poco. Tra i vari titoli possibili, ho scelto Todo modo per futili ragioni: c’è una bella libreria indipendente a Firenze , divenuta luogo d’incontro con ...

Il libro divisivo: Padri e figli, Ivan Turgenev

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Chiusura d’anno col botto. Cosa puoi desiderare da un gruppo di lettura se non il confronto? E confronto fu. Proporre un russo come ultimo libro dell’anno, da idea brillante cominciava a sembrarmi un autogol. Gli equiLibristi, in prossimità dell’incontro in biblioteca, da gruppo silenzioso e asocial tendono a scatenarsi. Di solito è Fabiana a lanciare il primo messaggio su whatsapp, seguita da Marina; Lucia, che era stata bravissima fino a 10 minuti prima, parte con il bombardamento; si aggiunge Daniela da Vienna e a ruota gli altri. Intanto il coordinatore si fa un’idea di come si svilupperà l’incontro.  Questa volta, invece, silenzio totale. Un timido messaggio di Fabiana che diceva chiaramente di aver letto poco e niente, Marina che confermava, il bibliotecario che tranquillizzava tutti: «La biblioteca dispone di parecchi DVD». Il peggio è arrivato quando io ho letto il libro. Sarà russo, sarà stato scritto nel 1861, vabbè, non sarà il Dosto, però ahivoglia se non c’è mat...

Di quel giorno in cui il gruppo di lettura diventò enorme e dell’entusiasmo per La moglie (o la spianata)

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Il coccolone ti viene nel momento in cui arrivi in biblioteca e vedi la sala piena e le persone che si guardano intorno in cerca di altre sedie. La seconda ondata di panico ti coglie quando Gianna, un po’ in disparte, osserva a tutta voce: “E no, è! Ma così non si può. Siamo troppi, non riusciremo a parlare tutti. Non va bene. Mica possiamo restare qui fino a mezzanotte a parlare del libro?!”. Sembra così irritata che pensi “Oddio, mò s’alza e se ne va”. Tra l’altro, sai che manca qualche partecipante (Candida, Marcella, Dino, Amanda, Carla, Lucia), e ti lasci prendere da altri due minuti di terrore.  Il gruppo è cresciuto tantissimo. Sei combattuta tra il desiderio di cominciare a saltellare nella sala ( Evvai! Non è vero che ci siamo rimbecilliti tutti davanti alla TV! Non è vero che la biblioteca è un’istituzione del passato! Non è vero che nelle aree periferiche non valga la pena di investire nella cultura! A modo nostro, siamo un gruppo di resistenti rivoluzionari ) e l’ans...

Scontro di opinioni per un ascensore a Piazza Vittorio

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Ed io che temevo non ci sarebbe stato dibattito! Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio era stato molto applaudito dal gruppo di lettura della Biblioteca di Rocca Priora e, si sa, troppo consenso appiattisce la discussione. Mai sensazione fu più sbagliata: gli equiLibristi hanno votato compatti solo a favore dei cioccolatini gentilmente offerti da Candida . Sul libro, invece, si sono divisi in modo netto. C’è chi ha urlato (o ululato… Auuuuu!) addirittura al capolavoro della letteratura contemporanea, come il signor Natale , «e io di libri ne ho letti parecchi», e chi ha fatto spallucce: «Dialoghi semplicistici, personaggi che non vengono tratteggiati a dovere. Un coacervo di luoghi comuni». Mai il bibliotecario fu più categorico di questa volta. Pronta la risposta di Natale: «Non bisogna confondere la semplicità del linguaggio con il semplicismo. Qui l’autore ha fatto una scelta stilistica ben precisa». Ed è esattamente ciò che pensa Amanda : «Ho immaginato i p...