Henry James, Il carteggio Aspern

«Posso iniziare subito con una critica? Qui dentro Venezia non c’è. Henry James avrebbe potuto ambientare questo racconto in una qualsiasi città e neppure ce ne saremmo accorti. Sono stato a Venezia da bambino, tanti anni fa; però, tranne la serata in cui il pennaiolo da strapazzo accompagna Tina tra i canali, facendo un gran giro prima di arrivare in Piazza San Marco, non ho avuto la percezione d’esser veramente a Venezia. E poi, scusate, ma questo racconto in quanti capitoli è diviso? Sono otto o nove?» La domanda di Alessandro ci coglie di sorpresa. Rapida verifica. «Nove, perché?» «Ecco perché m’era sembrato finisse in modo così brusco! Non ho girato la pagina… Non l’ho terminato. Sono arrivato alla fine dell’ottavo. La vecchia sembrava morta, poi c’era una pagina bianca… e ho restituito il libro senza andare oltre la pagina bianca. Mi sembrava stessi perdendo qualcosa». Così, l’incontro di giugno resterà nella storia degli equiLibristi non come “quello in cui, per la...